Parrocchia "San Cristoforo"

Cogollo del Cengio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando fu l’ora Gesù prese posto a tavola con gli apostoli e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pa­squa con voi, prima della mia passione”.

Cristo soffre con noi

Le ultime ventiquattro ore di Cristo nella vita terrena sono un con­centrato di lancinanti sofferenze. Ci sono quelle fisiche, per le inau­dite violenze inflittegli prima e durante la crocifissione. Ci sono quelle morali, legate al tradimento, all’abbandono, alla solitudine provata dall’orto del Getsemani al Golgota. Ci sono quelle interiori, perché Egli va al supplizio come fragile uomo, con angosce e paure, nonostante una fede gigante, ma scossa dall’impressione di essere abbandonato persino da Dio. C’è infine la responsabilità di prendere sulle proprie spalle il peso della salvezza del mondo, che necessita di una coerenza assoluta, perché i suoi discorsi sul perdono e sull’amore non siano soltanto belle parole ma corrispondano a scelte reali e possibili.

Gesù fino a poche ore prima può fuggire, andare lontano, o affron­tare il processo sconfessando la verità. È invece Lui a  firmare la pro­pria condanna ammettendo di essere Figlio di Dio.

Ora Dio conosce l'intera gamma delle sofferenze umane, perché le ha vissute sulle propria pelle. Questo ci rincuora e ci consola, anche nelle notti più buie. Egli può capire i momenti più difficili della nostra vita, quando la disperazione ci porta allo stremo delle forze e ci sembra scompaia ogni via d'uscita. Nel terribile silenzio dell’attesa ci sussurra ancora parole di vita: niente è perduto per sempre.   

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UN’ANIMA TRISTE FINO ALLA MORTE

Ci sono notti, Signore, nella nostra vita,

in cui la sofferenza sembra insormontabile.

Un dolore lancinante, la sensazione di impotenza,

il crollo della speranza.

Imprigionati da catene invisibili, consegnati da mali incurabili,

arrestati nella nostra voglia di vivere.

Non importa più chi sia il colpevole.

Resta soltanto l’amarezza dello schiaffo, il senso del tradimento,

la privazione di ciò per cui siamo vissuti.

Con le ultime forze investiamo Dio delle nostre angosce,

supplicando: «Passi da me questo calice di dolore»

o urlando di disperazione: «Perché mi hai abbandonato?».

Tu hai provato tutto questo all’ennesima potenza,

concentrato nelle ore più lunghe e tormentate della tua vita.

In più sentivi il peso di una cocente ingiustizia

e la preoccupazione angosciante di sciupare con l’infedeltà il tuo sacrificio.

Ma hai concluso il tuo percorso abbandonandoti a Lui.

Per questo ora ci comprendi ancor di più

e ci tendi la mano fino all’alba.

«Coraggio. Salta con me. E sarà Pasqua».

 

VANGELO VIVO

Per spiegare la Shoah il professor Diego Baroncini ha chiesto ai ra­gazzi l’autorizzazione per fare un esperimento. È entrato in classe e ha detto: «Chi non è di Ravenna si metta da questa parte». «Ma dai prof, è serio?». Metà si sono spostati. «E ora toglietevi orologi, braccialetti, collanine e appoggiatele sul banco. Chi ha gli occhiali, via anche quelli». «Ma non ci vediamo!». «È così. Le cinture anche. E le scarpe, non vi servono più. Ragazze, tiratevi indietro i capelli, nascondeteli come se non li aveste più». Qualcuno sogghigna, ma tra i ravennati qualcuno bisbiglia: «Ma dai, perché?». Quelli che non sono nati a Ravenna sono spostati verso gli spifferi delle fine­stre, gli altri possono stare al caldo dei termosifoni. Il prof si ferma. «Chi ha capito?». Tutti han capito: «È quello che hanno provato gli Ebrei».   

BUONA DOMENICA E BUONA SETTIMANA SANTA.

Don Luigi

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Segue un po' di MATERIALE DALLA DIOCESI per la Domenica delle PALME e la SETTIMANA SANTA

 

pdf iconPasqua 2020 Famiglie                 pdf iconPasqua 2020 Famiglie per la STAMPA

 

 

 

5ª settimana del Tempo di Quaresima

 29 marzo - 4 aprile 2020

Gesù si recò al sepolcro di Lazzaro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato…». Detto que­sto, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un suda­rio.

Io sono la risurrezione e la vita

Quanto dolore provoca la morte di una persona cara! Quanta commo­zione genera la consapevolezza della sua assenza, la tristezza dei fami­liari, il richiamo alla caducità della nostra vita. Neppure Gesù ne è in­denne, tanto da «scoppiare in pianto» di fronte a Maria e ai suoi amici. Avrà letto certamente il brano del profeta Ezechiele in cui Dio «apre i se­polcri e fa uscire dalle tombe», come tutti i Giudei che lo circondano. Ma i confini tra la vita terrena e quella celeste sembrano incolmabili: la ri­surrezione non sarà all'ultimo giorno, alla fine dei tempi, come dice Marta? La famiglia di Lazzaro è ora nel dolore, ha adesso un problema grande, ha bisogno di vivere pienamente questa vita. Chi si farà carico di queste due donne sole? Dio non può dimenticarle. Concede sempre un'occasione per salvarsi. Chiede la fede, anche a Gesù, con cui ha un rapporto diretto, filiale. Gesù lo ringrazia di fronte a tutti, prima di ri­chiamare Lazzaro dalla tomba.

Gesù sa di essere risurrezione e vita per ogni persona: in Lui siamo de­stinati all'eternità e all'amore, che non ci potranno essere tolti, se non da noi stessi, dal peccato e dalla paura. Attorno a noi ci sono persone splendide, figli di Dio, che ci possono regalare gioia, nonostante tragedie e ferite. Dobbiamo però crederci, mandarle a cercare e ascoltarle, come hanno fatto Marta e Maria con Gesù. E la vita rinascerà.       

QUARESIMA DI FRATERNITA’

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Tocca con mano…         …il calore dell’amicizia

«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Potrebbero essere le parole che oggi rivolgono a noi i luoghi abbandonati della terra, le periferie degradate. Anche i territori che abitiamo gridano di dolore per la morte che prevale sulla vita a causa della nostra as­senza. Dove siamo mentre le nostre falde acquifere ven­gono inquinate, mentre i prati scompaiono sotto il cemento, mentre i no­stri paesi restano senza figli, mentre sorseggiamo bevande ai pesticidi e gu­stiamo cibi OGM, mentre ingrassiamo le discariche, dove siamo? Assenti! E non muterà nulla fin quando non proveremo il dolore di aver tradito l’amicizia della nostra “casa”. Fin quando non sentiremo il dolore di aver perso la nostra stessa vita assieme a quella dei nostri luoghi e del nostro tempo, fin quando le nostre lacrime non bagneranno l’indifferenza dei nostri cuori, non uscirà una nuova vita

PREGO    Tu che porti il mio voler avere l’altro per me e il mio voler essere voluto dall’altro, non lasciarmi nella trappola mortale del possesso. Tu che porti il mio voler custodire l’altro e il mio voler essere custodito dall’altro, stringi tra noi una nuova alleanza.

CONDIVIDO

Durante questa settimana metto al vaglio i miei investimenti, verificando che non sostengano gruppi e aziende che producono armi, che operano nell’estrazione di fonti fossili. Decido di investire in fondi etici e di destinare almeno l’1% delle entrate del mese per alleviare una situazione di disagio. Anche da una piccola moneta dipende la pace nel e con il mondo…

LAUDATO SI’ (142)

«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Potrebbero essere le parole che oggi rivolgono a noi i luoghi abbandonati della terra, i margini disabitati, le periferie degradate. Anche i territori che abitiamo gri­dano di dolore per la morte che prevale sulla vita a causa della nostra as­senza. Dove siamo mentre le nostre falde acquifere vengono inquinate, dove siamo mentre i prati scompaiono sotto il cemento, dove siamo mentre i nostri paesi restano senza figli, dove siamo mentre sorseggiamo bevande ai pesti­cidi e gustiamo cibi OGM, dove siamo mentre ingrassiamo le discariche, dove siamo? Assenti! E non muterà nulla fin quando non proveremo il dolore di aver tradito l’amicizia della nostra “casa”. Fin quando non sen­tiremo il dolore di aver perso la nostra stessa vita assieme a quella dei nostri luoghi e del nostro tempo, fin quando le nostre lacrime non bagneranno l’indifferenza dei nostri cuori, non uscirà una nuova vita.

BUONA DOMENICA E BUONA SETTIMANA

don Luigi

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SEGUE UN PO' DI MATERIALE DALLA DIOCESI

 

pdf iconPREGHIERA V DOMENICA DI QUARESIMA        pdf iconIl Sabato del tempo e la Pasqua Brunelli

Avvisiamo che nella mattinata di DOMENICA 15 MARZO, sarà esposto il santissimo in chiesa per l'adorazione in forma di preghiera personale.

Aggiungiamo qui alcuni spunti di preghiera e riflessioni per il tempo di Quaresima, la lettera del Vescovo Claudio ai genitori e la traccia di preghiera della 3° domenica di Quaresima.

Il materiale adatto per gli adulti.

 

pdf iconLettera del Vescovo ai genitori di IC

pdf iconPreghiera 3° domenica di Quaresima

pdf iconQuaresima 2020 Testi per riflessione e preghiera

 

Vi segnaliamo anche questo canale Telegram dedicato ai ragazzi e promosso dall'AC Nazionale. 

https://t.me/AcrAzioneCattolicadeiRagazzi

 

 

 

Considerata la particolare situazione di emergenza sanitaria presente da qualche tempo, il Consiglio Pastorale ritiene utile fornire alla Comunità alcune pratiche indicazioni, predisposte dalla Diocesi di Padova:

  • Su indicazione della Diocesi non potrà essere celebrata alcuna S. Messa (sia festiva che feriale); la comunità è invitata a partecipare ai riti collegandosi alle reti TV. Per quanto riguarda la S. Messa Domenicale, sarà presieduta dal Vescovo Claudio alle ore 10.00 e potrà essere seguita sul canale youtube della Diocesi (youtube.com/c/DiocesiPadovaVideo)
  • Non sarà possibile lo svolgimento di nessuna attività parrocchiale e precisamente:
  • incontri di catechismo;
  • incontri A.C.R.;
  • incontri di qualsiasi altro gruppo parrocchiale;
  • l’utilizzo dei locali del Centro Parrocchiale per attività ricreative o feste in genere.
  • La Chiesa resterà aperta per la preghiera personale in forma privata, rispettando le disposizioni che invitano ad evitare gli affollamenti;
  • Domenica 08 marzo p.v., in Chiesa, sarà esposto il Santissimo Sacramento dalle ore 9.00 alle ore 12.00 per la preghiera personale; invitiamo le famiglie ad una breve visita in forma privata;
  • Si suggerisce la preghiera personale in ambito familiare anche con il contributo del materiale predisposto dalla Diocesi reperibile sul sito diocesidipadova.it

Quanto indicato dovrà essere osservato fino a conclusione dell’emergenza e come suggerito dal nostro Vescovo Claudio, approfittiamo di questo particolare situazione perché diventi occasione di meditazione e approfondimento.

Buona “quarantena” a tutti!

IL CONSIGLIO PASTORALE